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22 luglio 2006

*manifestazione 26 luglio

Non è vero che la questione libanese è una questione libanese, che la questione israeliana è una questione israeliana, che la questione palestinese è una questione palestinese, e che l'arma nucleare che prepara Ahmadinejad non ci riguarda. Dobrebbe ormai essere chiaro a tutti: viviamo in un mondo globale, che ci dà l'illusione di essere distanti dai conflitti, al riparo dalle bombe. Hezbollah non sono i 'furbetti del quartierino', non sono un fenomeno locale come l'eta spagnola: Hezbollah è un'organizzazione terroristica che agisce tendenzialmente in maniera sempre più globale, totale - che ci coinvolge tutti in una guerra globale.
Lo scorso anno la Rivoluzione dei Cedri ha tentato una risposta democratica alle pressioni di Hezbollah, Beirut s'è ritenuta libera! ma è stato un dolce sogno di ribellione, una novella rivoluzione francese spenta dai soprusi giacobini.
La restaurazione della pace in Libano è il primo passo per la pace nel mondo, oggi!
Prima che tutto vada per il peggio, bisogna chiedere che l'emergenza di pace e libertà libanese venga salvaguardata - perchè è il presupposto per la deposizione della follia. Prima di domandarsi di chi sono le colpe, bisogna separare i due contendenti dalla lotta.

MANIFESTIAMO IL 26 LUGLIO davanti al Ministero degli Esteri (Palazzo Farnesina)

per gridare ai ''grandi'' del mondo che vogliamo un Libano libero da Hezbollah,

un Israele che ceda alla tentazione di fare tutto da solo a forza di bombe!!!




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22 luglio 2006


 Questo Blog non è filolibanese, ma filomondiale.





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La rivoluzione dei cedri c’è riuscita. Ha riempito le strade e le piazze di Beirut come, e forse più, di quanto hanno fatto gli hezbollah poco meno di una settimana fa. Non più solo presidi, insomma. Non più le manifestazioni consistenti ma non imponenti delle scorse settimane. A un mese dall’assassinio di Rafiq Hariri, il Libano è sceso per strada non solo per lui, ma anche (e soprattutto) contro la Siria. (Remembering 'Rivoluzione Cedri')